Descrizione
Si riporta di seguito il discorso della sindaca Chiara Buson per il 25 Aprile 2026
81 anni dalla liberazione dal nazifascismo
80 anni della Repubblica Italiana
80 anni dal voto alle donne
10 anni dalla morte di Tina Anselmi
Care concittadine e cari concittadini,
autorità civili, militari, religiose,
associazioni dei partigiani, dei reduci e degli invalidi,
amici dell’Opsa, care ragazze e ragazzi,
oggi ci ritroviamo insieme per celebrare l’81° anniversario della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo. Un appuntamento che ripetiamo ogni anno, non come mera abitudine, ma come richiamo, per ribadire il nostro impegno per la democrazia, per la libertà, per la giustizia e per la pace.
La Liberazione è stata anzitutto l’opera di donne e uomini coraggiosi che hanno scelto di rischiare la propria vita per il nostro futuro, per la libertà.
Senza quel sacrificio concreto, senza chi ha imbracciato le armi o ha fatto da staffetta tra i boschi e le città, oggi non saremmo qui. Voglio ricordare in particolare 35.000 donne combattenti riconosciute, 4.600 arrestate, 2.750 deportate e le decine di migliaia di combattenti. La Pace che fu data all’Italia confermò che non tutti gli italiani erano stati al fianco dei fascisti. Non lo furono Gramsci, De Gasperi, Marchesi, Don Milani.
Fu la libertà conquistata a portarci poi, 80 anni fa, alla scelta della Repubblica. Una scelta che fu possibile grazie a un altro evento epocale: il voto alle donne. Su circa 25 milioni di votanti, quasi 13 erano donne; un contributo decisivo, perché se la monarchia aveva ancora una leggera maggioranza nel voto maschile, fu proprio quello femminile a ribaltare il risultato a favore della forma repubblicana.
Di questo coraggio abbiamo parlato anche ieri in Biblioteca, approfondendo la Resistenza partigiana padovana, e le storie delle donne protagoniste. Ed è in questo contesto, a 10 anni dalla sua morte, che in questo 25 aprile voglio ricordare Tina Anselmi, staffetta partigiana a soli 17 anni, che ha vissuto sulla propria pelle cosa significasse impegnarsi per la libertà quando tutto sembrava perduto. Convinta che “per cambiare il mondo bisognava esserci”.
Proprio partendo da quel vissuto di partigiana, Anselmi prima da deputata e poi da prima ministra donna della storia della nostra Repubblica, ha messo le basi per il sistema sanitario nazionale, per il nuovo diritto di famiglia, per la parità di genere, per gli assegni di natalità e familiari, per la reversibilità, per il supporto alla scuola.
Anselmi ci ha lasciato una lezione fondamentale sulla democrazia, figlia della liberazione dal nazifascismo. La democrazia va conquistata, ognuno deve fare la propria parte, la democrazia va vissuta e partecipata, chiede responsabilità, dialogo e rispetto. La democrazia va difesa, dagli interessi di pochi, da chi cerca solo il potere senza responsabilità morale, dalla mafia e dalla criminalità. La democrazia va aggiornata e sviluppata, è un processo sociale che ha il suo fondamento nella cultura della Pace.
C’è una bandiera della Pace che sventola qui oggi, la porterebbe Alberto Trevisan, se fosse ancora insieme a noi. Anche quest’anno infatti scelgo di pronunciare queste parole davanti al Monumento per la Pace, perché possiamo parlare di libertà solo se c’è pace, di giustizia se c’è pace, di futuro se c’è Pace. Ma la pace non accade per caso.
Ogni anno la lista delle guerre si allunga: l’invasione russa in Ucraina, il genocidio del popolo palestinese a Gaza nonostante il cessate il fuoco, i conflitti innescati dagli Stati Uniti in Iran, gli attacchi di Israele in Libano, fino ad arrivare alla più grande crisi umanitaria del mondo nel dimenticato Sudan. La Liberazione ci ricorda che la pace è un impegno quotidiano fatto di scelte responsabili e del coraggio di chi rifiuta l’odio.
Dobbiamo vegliare. Il 25 aprile e la nostra Costituzione ce lo gridano: nessuno sceglie un regime totalitario consapevolmente, ma ci si scivola piano piano, a forza di cedere all'autoritarismo, al clientelismo e alla legge del più forte.
Oggi allora un grazie sincero alle associazioni partigiane, ai gruppi culturali, alle scuole e ai giovani che portano avanti la memoria come fonte viva di ispirazione. E un grazie a chi ogni giorno costruisce democrazia e pace nel silenzio: nel volontariato, nell’educazione, nel lavoro onesto, nell’impegno civile, chi sceglie il dialogo invece dello scontro, chi non si volta dall’altra parte.
Che questo 25 aprile ci sproni all’impegno, seguendo l'esortazione di Tina Anselmi: "Nessuna persona è inutile, c'è bisogno di ciascuno di voi. Questo è il messaggio della Democrazia. Raccogliamolo se vogliamo essere noi a costruire il nostro futuro.
Abbiate fiducia, coltivate la speranza e ribadite l'impegno nel servizio verso gli altri."
E allora
viva la libertà
viva la Resistenza
Viva la Pace
viva la Repubblica
viva l’Antifascismo
Buon 25 aprile.
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Ultimo aggiornamento: 30 aprile 2026, 12:33